mercoledì 25 marzo 2020

ITALIANO 1^ - Grammatica/Morfologia. il Pronome: i pronomi relativi, 1











Scadenze e pubblicazione valutazioni e correttori verifiche e compiti per casa


Comunico che
  1. Sabato 28/03/2020 saranno pubblicate sul registro elettronico le valutazioni (che momentaneamente non faranno media) e il correttore (sul registro elettronico sez. “didattica” e sul Blog di classe) della verifica a distanza di Grammatica del 20/03
DA QUEL MOMENTO NON SARA’ PIU’ POSSIBILE RESTITUIRE VERIFICHE DI GRAMMATICA ESEGUITE
  1. Martedì 31/03/2020 saranno pubblicate sul registro elettronico le valutazioni (che momentaneamente non faranno media) e il correttore (sul registro elettronico sez. “didattica” e sul Blog di classe) della verifica a distanza di Epica del 24/03
DA QUEL MOMENTO NON SARA’ PIU’ POSSIBILE RESTITUIRE VERIFICHE DI EPICA ESEGUITE
  1. Martedì 31/03/2020 sarà pubblicato sul registro elettronico (sez. “didattica”) e sul Blog di classe il correttore degli esercizi di Grammatica del 24/03
DA QUEL MOMENTO NON SARA’ PIU’ POSSIBILE RESTITUIRE ESERCIZI DI GRAMMATICA PER IL 24/03 ESEGUITI
  1. Venerdì 03/04/2020 sarà pubblicato sul registro elettronico (sez. “didattica”) e sul Blog di classe il correttore degli esercizi di Grammatica del 26/03
DA QUEL MOMENTO NON SARA’ PIU’ POSSIBILE RESTITUIRE ESERCIZI DI GRAMMATICA PER IL 26/03 ESEGUITI

martedì 24 marzo 2020

CITTADINANZA E COSTITUZIONE 11


Autonomia e Decentramento

Art. 5 Costituzione Italiana.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO = Principio in base al quale alcuni compiti e poteri dello Stato vengono decentrati, cioè tolti agli organi centrali e affidati ad organi periferici.
Nella prima parte dell’articolo 5 è contenuto un concetto che può sembrare ovvio, ma è molto importante: la Repubblica Italiana è uno Stato che ha la caratteristica dell’ unità e non si può dividere. (Ciò non significa che sia escluso il federalismo, che è un tipo di sistema politico che organizza lo Stato non sulla base di un forte accentramento unitario- tutto viene deciso dal centro-, ma concedendo autonomia, maggiore o minore a seconda dei casi, alle parti che lo compongono: regioni, città, ecc.; in uno Stato federale il governo centrale non perde autorità: gli rimangono, infatti, importanti competenze in materie molto rilevanti, come la DIFESA, la POLITICA ESTERA e la POLITICA MONETARIA; altre decisioni di tipo legislativo ed amministrativo vengono assegnate alle “autonomie locali”).
Di fatto, però, in Italia esiste un gran numero di realtà locali (regioni, città, paesi, ecc.) che si distinguono per storia, usi, costumi, mentalità, …
Proprio per venire incontro alle particolari esigenze delle popolazioni locali e per snellire il lavoro dell’Amministrazione, lo Stato affida alcuni dei suoi compiti ad organismi statali di “periferia”, che naturalmente devono agire rispettando la Costituzione e le leggi della Repubblica.
La Repubblica Italiana viene quindi amministrata seguendo due principi: il DECENTRAMENTO e l’ AUTONOMIA.
In base al decentramento l’amministrazione pubblica è affidata ad organi dello Stato (esempio: Ufficio Scolastico Territoriale, Intendenza di Finanza, la Prefettura, etc.) che agiscono a livello locale in varie zone del Paese seguendo, però, le direttive del “potere centrale”.
In base all’autonomia esistono degli Enti Pubblici (regioni, province, comuni, ecc.) diversi dallo Stato che hanno il potere di amministrare da sé parti del territorio e le popolazioni che vi risiedono. Questi Enti possono promulgare leggi e regolamenti che hanno la stessa natura di quelli emanati dallo Stato, anche se validi solo per il territorio di loro competenza. Ad esempio, il regolamento stradale comunale è valido solo entro i confini di un determinato comune, ma chi non lo rispetta (anche se risiede in un altro comune) viene punito come se avesse violato le norme del Codice della Strada, che è una legge dello Stato.
Il principio di autonomia vale anche per la scuola. Tutto ciò che concerne i principi di decentramento e autonomia è contenuto nel Titolo V della Costituzione così come modificato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001.

lunedì 23 marzo 2020

ITALIANO 1^ - Compiti a distanza. Grammatica. Correttore esercizio n. 72 pagg. 340, 341, 342



ITALIANO 1^ - Epica. L'Epica medievale. La Chanson de Roland: la morte di Orlando


La retroguardia dell’esercito Franco è stata attaccata dai Saraceni sul passo di Roncisvalle. Per i i soldati di Carlo Magno non c’è scampo. Anche il più forte di loro, il conte Orlando, viene ferito a morte.
Il conte Orlando, ormai reso quasi cieco a causa delle numerose ferite subite, si alza, esangue.  Tenta, battendola più volte su una roccia, di rompere la propria spada, Durendala o Durlindana, che in tante occasioni lo aveva servito al servizio di Carlo Magno, donandogli sempre la vittoria. Ma la spada non si rompe. Si rivolge, allora, alla Madre di Dio per chiedere aiuto. Vedendo che i suoi sforzi sono vani, parla con la propria arma, ricordando tutti i campi di battaglia in cui gli era stata fedele amica: dalle terre di Francia, all’Italia, alla Germania, alla Polonia e alla Bulgaria, senza tralasciare le terre degli Angli, degli Scozzesi e degli Irlandesi, fino ad est, a Costantinopoli, ricorda le conquiste fatte. Infine chiede a Dio che non cada nelle mani degli “infedeli”, così che la Francia non ne sia umiliata.
Quindi sente che la morte comincia ad impossessarsi di lui, in ogni sua parte. Si stende sotto un albero e posa accanto a sé la spada e il corno, l’Olifante. Poi volge il capo in direzione del nemico, così che si possa dire che è morto senza fuggire, voltandogli le spalle. Confessa a Dio i propri peccati e ne chiede perdono tendendo il proprio guanto verso il cielo.
(Orlando, dopo aver suonato il corno per avvertire Carlo, muore. Il re, richiamato dal suono, torna indietro e scopre la disfatta della sua retroguardia.)
Dopo che Orlando è morto, giunge Carlo. Vede e osserva quanto è accaduto. Cerca il suo paladino prediletto, lo chiama. Ma non solo lui, anche tutti gli altri che erano con lui: l’arcivescovo Oliviero, Gerino, Genero, Ottone, Berengario, Ivo e Avorio, Engeliero, Sansone, Anseigi, Gerardo da Rossiglione. Ma invocare i loro nome non serve a nulla. Nessuno risponde. E proclama il suo dolore per non essere stato presente quando si doveva combattere. Si strappa i peli della barba e quanti erano con lui piangono.
Infine, Carlo fa suonare le trombe per dare il segnale all’inseguimento dei Saraceni che avevano attaccato la sua retroguardia a Roncisvalle. Comincia la caccia che si protrae fino a sera. Giunto questo momento il re scende da cavalo e prega che Dio conceda che la notte tardi ad arrivare, prolungando il giorno, per poter continuare la caccia. Allora un angelo scende dal cielo per comunicargli che la sua preghiera è esaudita: la luce continuerà ad esserci, perché Dio sa che ha perduto la parte migliore della sua Nazione; potrà vendicarsi dei nemici che, a tradimento, hanno compiuto la strage dei Paladini.

venerdì 20 marzo 2020

ITALIANO 1^ - Grammatica/Morfologia. il Pronome: i pronomi possessivi, determinativi, indefiniti, esclamativi ed interrogativi




Per giovedì 26/03
GRAMMATICA:
-          studiare pagg. 311, 312, 316, 317, 320
-          esercizi n.: 39 pag. 321, 42 pag. 322, 54 e 55 pag. 334

giovedì 19 marzo 2020

VALUTAZIONE PROVE GIULIANO POLATO





In merito a quanto espresso nella Comunicazione della Dirigenza n. 146 del 19/03/2020, relativamente alla valutazione delle prove eseguite “a distanza”,

informo che

- in conformità a quanto sancito dall’art. 33 c. 1 della Costituzione  della Repubblica Italiana,
- in conformità a quanto previsto dalla Nota del Ministero dell’Istruzione  prot. 388 del 17/03/2020,
- nel rispetto della discrezionalità lasciata dalla decisione collegiale dei Docenti dell’Istituto,

valuterò, nei tempi indicati dalla delibera collegiale, tutte le “verifiche” e i compiti assegnati per casa da eseguire con la consegna “NON SUL LIBRO!!!”  (verifiche scritte a risposta chiusa, testi scritti, esercizi, schede libro, etc…) con voti in decimi, come previsto dalla vigente normativa (D.L. 137 del 01/09/2008 e sua conversione nella Legge 169 del 30/10/2008); ove opportuno, lo farò con qualche breve commento nelle annotazioni; per quel che riguarda le verifiche “strutturate”, continuerò, come ho sempre fatto, ad indicare il punteggio ottenuto da ogni elaborato e la percentuale sul totale dei punti; i criteri e le griglie di valutazione cui mi atterrò sono quelli resi pubblici e visibili sia nei Blog di classe  sia nella sezione “didattica” del registro elettronico. Ovviamente, come indicato dalla Comunicazione della Dirigenza su indicata, i “voti” momentaneamente non faranno “media” (tranne quelli delle prove assegnate prima della sospensione delle attività didattiche del 22/02/2020, e cioè il testo scritto per casa e la scheda libro per la classe 1 C della Scuola Secondaria di Solesino), e dovranno essere confermati o meno, al momento dell’eventuale rientro a scuola, mediante prove orali, nelle quali porrò agli alunni (non necessariamente nella stessa forma) le medesime domande presenti nelle prove scritte somministrate, eseguite e valutate in questo periodo, al fine di “testare” l’attendibilità della valutazione stessa. Ho scelto di adottare questo metodo:

-          perché ritengo corretto che il lavoro svolto vada tenuto nella giusta considerazione;
-          perché gli alunni  e i Genitori sappiano con precisione quale sia l’esito del loro lavoro;
-          perché, se agissi diversamente, mi sentirei di “tradire” la fiducia degli alunni e dei loro Genitori;
-          perchè alunni e Genitori delle classi cui sono assegnato sono ormai abituati a questo tipo di valutazione e temo che una modifica potrebbe rischiare di disorientarli;
-          perché, a mio parere, pur nella eccezionalità della situazione, la restituzione di una valutazione chiara e netta, secondo criteri pubblici e trasparenti, può essere sprone ad un lavoro migliore.

Nella speranza che questa situazione di eccezionalità  debba al più presto finire e si possa tornare quanto prima alla “normalità, ringraziando per la comprensione e per la sollecitudine finora dimostrate, porgo cordiali saluti.

Giuliano Polato