sabato 31 ottobre 2020

altro che halloween!

 Oggi i più piccoli festeggeranno (nei limiti del possibile) #Halloween, ma sarebbe bello che conoscessero anche l'antico rito veneto delle LUMERE. 

In questo periodo dell’anno, in Veneto, le zucche sono da sempre protagoniste della tradizione. 
Già nei secoli scorsi si usava intagliarle per inserirci all’interno delle candele; venivano quindi esposte sui davanzali o lungo i fossi e prendevano il nome di "SUCHE BARUCHE" o "LUMERE". 
Le zucche servivano ad illuminare la strada alle anime dei cari defunti, ma anche a spaesare quelle dei morti più dispettosi. 
La sera, i ragazzi si divertivano ad andare in giro con queste zucche per spaventare i passanti soprattutto nei pressi dei cimiteri; poi andavano di casa in casa a chiedere frutta secca, nocciole e castagne. 
In ogni famiglia, inoltre, si preparava "IL PIATTO DEI MORTI" con castagne, dolci, marroni, fave, e lo si lasciava sul tavolo o sui davanzali come dono per le anime.

martedì 27 ottobre 2020

ITALIANO 2^ - Letteratura. Cecco Angiolieri: "S'i fosse foco"


 

ITALIANO 2^ - Antologia. La Poesia: le figure retoriche



 


ALCUNE FIGURE RETORICHE

 

 

Si chiamano figure retoriche i diversi aspetti che il pensiero assume nel discorso per trovare efficace e viva espressione.

La funzione delle figure diventa essenziale all'interno di un discorso, non tanto per abbellirlo, quanto piuttosto per comunicare ad esso una particolare carica emotiva che consiste nel sorprendere il lettore e non lasciarlo indifferente

 

Allitterazione

L'allitterazione è una figura retorica che esalta rapporti fonetici tra le parole. Consiste nella ripetizione di una lettera di una sillaba o più in generale di un suono in parole successive. Il fenomeno avviene per lo più ad inizio di parola.

 fresche le mie parole nella sera

ti sien come il fruscio che fan le foglie” (D’Annunzio)

 

Onomatopèa

L'onomatopea è una figura retorica che riproduce, attraverso i suoni linguistici di una determinata lingua, il rumore o il suono associato a un oggetto o a un soggetto a cui si vuole fare riferimento.

 “il tuono rimbombò di schianto:

rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo” (Pascoli)

Metafora

Figura retorica consistente nella sostituzione di un termine con un altro connesso al primo da un rapporto di parziale sovrapposizione semantica. 

Achille è un leone”,

dove leone sostituisce guerriero audace 

 

Similitudine

Figura retorica che consiste nell'instaurare un paragone, un rapporto di somiglianza fra due cose o concetti

Come d'autunno si levan le foglie
l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo
vede a la terra tutte le sue spoglie,
similemente il mal seme d'Adamo

gittansi di quel lito ad una ad una,
per cenni come augel per suo richiamo

(Dante Alighieri, Commedia, Inferno, Canto III)

 

Personificazione

La personificazione consiste nell'attribuzione di fattezze, comportamenti, pensieri, tratti (anche psicologici e comportamentali) umani a qualcosa che umano non è.

Oggetto di personificazione può ben essere un oggetto inanimato, un animale, ma anche un concetto astratto, come la pace, la giustizia, la vendetta etc.

ad esempio: Zacinto (o materna mia terra). (U. Foscolo)

 

Iperbato

Figura retorica consistente nel separare due parole strettamente connesse dal punto di vista sintattico mediante l’inserzione di una o più parole, in modo da determinare un ordine inconsueto o irregolare degli elementi della frase, con particolari effetti di suggestione poetica (tardo ai fiori ronzio di coleotteri, Montale).

 

Enjambement

E’ una parola francese che significa "inarcatura" e consiste nella continuazione di una frase al verso successivo, annullando così la pausa di fine verso.

Con l’enjambement la pausa ritmica di fine verso non coincide con una pausa logica perciò la frase si spezza a fine verso per concludersi al verso successivo. Es.:

Talor, mentre cammino per le strade

della città tumultuosa solo,

mi dimentico il mio destino d’essere

uomo tra gli altri, e, come smemorato,

anzi tratto fuor di me stesso, guardo

la gente con aperti estranei occhi.

(Camillo Sbarbaro, Talor, mentre cammino per le strade, vv.1/6)

 

Il secondo verso è strettamente legato al primo perché della città è il complemento di specificazione
del vocabolo strade.

Il quarto verso è legato al terzo perché uomo costituisce la parte nominale del verbo essere.
Anche il sesto e il quinto verso sono legati tra loro in quanto guardo rappresenta il verbo e la gente
il suo complemento oggetto.


sabato 24 ottobre 2020

APPROFONDIMENTI LETTERARI 2^ - La "Commedia" di Dante Alighieri: l'oltretomba dantesco


 

APPROFONDIMENTI LETTERARI 2^ - La "Commedia" di Dante Alighieri: Struttura e temi della Commedia (sintesi)

 

Struttura e Temi della “COMMEDIA” di Dante Alighieri

(sintesi)

 

Il poema è composto da 3 Cantiche (raccolta di canti ) ciascuna di 33 canti più 1 canto di introduzione; in totale l'opera è composta da 100 canti.

I canti sono composti in endecasillabi, raggruppati in terzine e con rima incatenata: la terzina dantesca.
L'opera racconta
è la narrazione di un viaggio immaginario e ultraterreno compiuto dal poeta, in seguito al suo smarrimento in una selva, attraverso l'Inferno e il Purgatorio sotto la guida del poeta latino Virgilio, e infine attraverso il Paradiso, fino alla visione diretta di Dio nell'Empireo, sotto la guida di Beatrice.

Il viaggio, che Dante fa cominciare la sera del venerdì santo del 1300, dura una settimana.

 

Il viaggio della Divina Commedia è un viaggio fantastico e allegorico, perché oltre al significato letterale dei versi c'è un significato più profondo.

Da questo significato allegorico, nascosto sotto quello letterale, scaturiscono il significato morale, cioè le norme che l'uomo deve seguire per non cadere nel peccato e quello anagogico, cioè universale, che non riguarda soltanto la storia personale del poeta ma quella di tutta l'umanità, smarrita nella vita peccaminosa, soprattutto perché non sorretta e guidata dalle due autorità che dovrebbero costantemente indicarle la via più giusta: il papa e l'imperatore, i cui poteri, secondo Dante, dovrebbero sempre rimanere distinti e non turbare, confondendosi e tentando a vicenda l'uno di prevaricare l'altro, l'ordine della società.

 

Per esempio la "selva oscura" è la vita di peccato che il poeta sta conducendo e tutto il viaggio è una avventura dello spirito per esprimere la sua visione del mondo , le sue idee, il suo concetto di bene e di male.

I valori della Divina Commedia sono quelli del medioevo, epoca in cui visse il poeta.

 

Inferno

Qui i Peccatori sono condannati secondo la cosiddetta "pena del contrappasso", ovvero una corrispondenza più o meno evidente esistente tra la pena inflitta ai dannati e la colpa commessa da loro in vita.

Superato l'Antinferno, dove sono puniti gli ignavi, e il limbo ove si trovano i non battezzati, si entra nel vero e proprio inferno.

L'inferno vero e proprio è strutturato in 4 sezioni:

Nella prima sono puniti gli incontinenti (coloro che non hanno saputo contenere le passioni);

Nella seconda sezione sono puniti coloro che usarono la violenza;

Nella terza sezione sono puniti coloro che usarono la frode;

Nella parte più profonda dell'Inferno, immersi nel ghiaccio, sono puniti i traditori e, siccome si possono tradire i parenti, la patria, gli amici e i propri familiari, il IX cerchio è ripartito in quattro zone.

 

Purgatorio

Anche il purgatorio è diviso in tre parti:

1 - Antipurgatorio, dove stanno i negligenti, cioè coloro che per pigrizia hanno aspettato a pentirsi fino all'ultimo istante della vita. Sono divisi in quattro gruppi:

- Gli scomunicati che devono stare nell'antipurgatorio trenta volte il tempo che durò la scomunica
- I pigri

- I morti di morte violenta

- Gli amanti della gloria terrena

Questi gruppi sosteranno nell'antipurgatorio tanti anni quanti vissero

2 - Purgatorio: luogo in cui più si sale e più leggera è la colpa e quindi la pena

Il purgatorio è diviso in sette cornici: i superbi, gli invidiosi, gli iracondi, gli accidiosi, gli avari, i golosi ed i lussuriosi

3 - Paradiso terrestre dove convergono le anime purgate prima di vedere Dio

 

Paradiso

Il paradiso descritto da Dante è, in linea generale, conforme a quello cristiano di S. Tommaso e a quello della scienza cosmica medioevale.

Secondo il sistema tolemaico da lui seguito, la Terra sta ferma nell'Universo e intorno ad essa ruotano nove cieli (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, Cielo stellato, Primo mobile); il decimo cielo, l'Empireo, che tutti li avvolge, è immobile perché li è Dio.

Intorno a Lui, festosi e splendenti, girano nove cori angelici assieme ai quali sono le anime beate disposte in forma di Candida Rosa.

Tutti i Beati hanno dunque sede nell'Empireo e sono più o meno vicini a Dio secondo i loro meriti.

Beatrice che rappresenta la Grazia, guida il poeta di cielo in cielo fino alla visione di Dio.

 

APPROFONDIMENTI LETTERARI 2^ - La "Commedia" di Dante Alighieri: Dante Alighieri, il suo tempo, la Commedia