martedì 6 ottobre 2020

STORIA 2^ . Le esplorazioni geografiche della seconda metà del XV secolo











 

ITALIANO 2^ - Letteratura. Francesco d'Assisi: Laus Creaturarum (Cantico delle Creature)

 

S. FRANCESCO D’ASSISI - Cantico delle Creature

 

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

 

PARAFRASI  del Cantico delle Creature di S. Francesco d’Assisi

 

Mio Signore, grande, onnipotente e sorgente di ogni bontà, a Te va ogni azione di lode, di glorificazione, di onore e di benedizione: si addicono solamente a Te e nessun uomo è degno di nominarTi senza grandi riverenza, amore e rispetto.

 

Tu sia lodato, o mio Signore, insieme a tutto ciò che hai creato, e in special modo insieme a fratello sole, che ci porta la luce del giorno e grazie al quale illumini anche noi: egli è bello, radioso e splendido ed è il simbolo di Te, mio grande Signore.

Tu sia lodato, o mio Signore, per sorella luna e per le stelle: le hai create in cielo luminose, preziose come gemme e belle.

Tu sia lodato, o mio Signore, per fratello vento e per l’aria e il cielo, sia esso sereno che denso di nubi, e per ogni stagione: grazie ad essi dai vita alle Tue creature.

Tu sia lodato, o mio Signore, per sorella acqua, che molto ci è utile; ed è umile, preziosa e pura.

Tu sia lodato, o mio Signore, per fratello fuoco, grazie al quale illumini il buio della notte: esso è bello, gioioso, e mostra forza e robustezza.

Tu sia lodato, o mio Signore, per la nostra sorella e madre, la terra, che ci sostiene e ci dà da vivere, e ci offre molte frutta e fiori di tanti colori e tanti tipi di piante.

Tu sia lodato, o mio Signore, per quelli che sanno perdonare grazie all’amore che Tu ci hai insegnato; e patiscono e soffrono ogni genere di infermità e di dolore. Beati coloro che sapranno sopportare senza ribellarsi, perché saranno premiati da Te, mio grande Signore.

Tu sia lodato, o mio Signore, per la nostra sorella morte del corpo, dalle quale nessun uomo che viva può fuggire: guai a coloro che moriranno trovandosi nella condizione di peccatori; e beati, invece, coloro che la morte troverà mentre adempiranno al Tuo santo volere, perché per costoro non vi sarà anche la dolorosa morte dell’anima.

 

Lodate e benedite tutti il mio Signore, e ringraziateLo e serviteLo, con grande umiltà, consapevoli di essere poca cosa davanti a Lui.

 

 

sabato 3 ottobre 2020

APPROFONDIMENTI LETTERARI 2^ - La "Commedia" di Dante Alighieri: vita e opere di Dante Alighieri

 

DANTE ALIGHIERI

 

La Vita

 

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 in una famiglia della piccola nobiltà fiorentina. Dopo aver studiato presso i frati minori, il suo primo e più importante maestro di arte e di vita è Brunetto Latini, che in questi anni ha una notevole influenza sulla vita politica e civile di Firenze. Dante cresce in un ambiente "cortese" e stringe amicizia con alcuni dei poeti più importanti della scuola stilnovistica: Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Cino da Pistoia.

Ancora giovanissimo, a nove anni, incontra Bice Portinari (figura femminile centrale nell'opera del nostro poeta, che egli chiamerà Beatrice), a cui Dante è legato da un amore profondo e sublimato dalla spiritualità stilnovistica. La rivede poi a diciotto anni, ma, poco dopo, nel 1290, Beatrice muore. Dopo questa disgrazia il poeta vive un momento di crisi.

Dante, a partire dal 1295, entra attivamente e coscientemente nella vita politica della sua città.

La sua carriera politica raggiunge l'apice nel 1300 quando, guelfo di parte bianca, viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino): il poeta è un politico moderato, tuttavia convinto sostenitore dell'autonomia della città di Firenze, che deve essere libera dalle ingerenze del potere del Papa . L'anno successivo, il papa Bonifacio VIII decide di inviare a Firenze Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con l'intenzione nascosta di eliminare i guelfi bianchi dalla scena politica. Il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale e verrà condannato ingiustamente all'esilio.

Inizia un pellegrinaggio per l'Italia. Prende contatto con Bartolomeo della Scala a Verona e con i conti Malaspina in Lunigiana, e, tra il 1304 e il 1307, compone il Convivio (poi rimasto interrotto) per acquisire meriti di fronte all'opinione pubblica (per lungo tempo coltiva l'illusione di poter essere richiamato nella sua città come riconoscimento della sua grandezza culturale). Appartiene allo stesso periodo il De Vulgari Eloquentia. Col passare degli anni Dante inizia a vedere il suo esilio come simbolo del distacco dalla corruzione, dagli odi e dagli egoismi di parte. La denuncia e il tentativo di indirizzare di nuovo l'uomo verso la retta via sono per lui l'ispirazione di una nuova poesia che prende forma nella Commedia.

Muore a Ravenna nel 1321.

 

 

Le Opere

 

1295: Vita Nova. Raccolta delle poesie giovanili, scritte fra il 1293 e il 1295. Un'autobiografia spirituale, dove l'amore (per Beatrice) non è descritto nella sua forma sensibile e terrena , ma come un sentimento che porta a un amore e a un ideale di vita più alti.

 

1304-1306: De Vulgari Eloquentia. Scritto in latino, con regole sull'arte dello scrivere in italiano volgare. Ponendosi il dubbio della giusta o sbagliata diffusione della lingua volgare.

 

1304-1307: Convivio. Scritto nei primi anni dell'esilio, in lingua volgare. Cerca di convincere gli uomini di potere che lo studio della filosofia e il rispetto delle leggi morali sono una condizione necessaria per la convivenza degli uomini nella società.

 

1306-1321: Commedia. È il capolavoro di Dante e l'opera che racchiude tutta la sua esperienza. È composta da tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ciascuna delle quali comprende 33 canti, scritti in terzine di endecasillabi, eccetto l'Inferno che contiene un canto in più quale prologo all'intera opera. L'Inferno viene completato probabilmente verso il 1309, il Purgatorio verso il 1312, il Paradiso verso il 1318.

 

1310-1313: De Monarchia. Scritto in latino. Affiora il tema politico. Per il poeta, l'unica forma di governo che possa assicurare la pace e la sicurezza, è la monarchia, una monarchia universale, che rifletta l'unicità e l'universalità del regno di Dio e garantisca la pace, la giustizia e la libertà degli uomini.

 

Le Rime. Raccolta, ordinata dai posteri, dei componimenti poetici che Dante scrive nel corso della sua vita e che sono legati alle varie esperienze di vita del poeta.

 

martedì 29 settembre 2020

ITALIANO 2^ - Prova di ingresso sulla comprensione del testo scritto e sulla conoscenza delle strutture della lingua e Correttore

 

ITALIANO - PROVA DI INGRESSO

 

Nella jungla nera

Il naturalista Fulco Pratesi, autore di questo testo, si è formato anche su libri di avventura come quelli di Salgàri e Kipling.

Mi bastò leggere due capolavori come “I misteri della Jungla Nera” di Emilio Salgàri e “Il libro della Giungla” di Rudyard Kipling per capire la bellezza e l’importanza di questo ambiente, il cui nome deriva dal sanscrito jangal e che è costituito da un fitto intrico di alberi, arbusti, liane e altre erbe.

Anche se la foresta tropicale (che viene definita ormai in tutto il mondo come “giungla”) è presente in almeno quattro continenti (America, Africa, Asia e Oceania), non c’è dubbio che la più affascinante resta quella che va dall’India alla Malesia: regno di tigri e rinoceronti, pantere e bufali, pitoni e cobra.

Questa meravigliosa selva è di una ricchezza inimmaginabile: si pensi che in un solo ettaro (un quadrato di cento metri di lato) possono vivere, tutte assieme, 250 specie diverse di grandi alberi. Senza contare gli arbusti, i cespugli, le felci che ricoprono il suolo e che impediscono il cammino.

La pianta (in realtà è un’erba) che più spesso compare negli scritti di Salgàri riferiti al ciclo della Jungla nera è sicuramente il bambù. Questa canna può avere le dimensioni e gli aspetti più vari. È capace di arrivare a un’altezza di decine di metri in poche settimane e pare creata proprio per fare da sfondo alla tigre. Le lame di luce e d’ombra che filtrano tra i suoi fusti si armonizzano con le striature nere e gialle che rivestono il corpo del felino, rendendolo perfettamente mimetico nel folto.

Esistono bambù di tutti i tipi: da quelli alti poco più di un metro, come quelli che ricoprono di un mantello continuo le Isole Curili, fino a quelli colossali che vegetano nelle grandi selve pluviali.

Ma questa bellissima pianta ha un lato debole: ogni certo numero di anni, tutti i bambù del mondo fioriscono allo stesso momento e muoiono subito dopo.

A differenza di altre smaglianti fioriture offerte dalla giungla, i fiori del bambù appaiono come dei piccoli e insignificanti pompon grigioverdi.

Nel novembre del 2003 mi sono trovato in una giungla ricca di tigri proprio nelle settimane in cui queste canne erano in fiore e molte di esse apparivano ormai inaridite. L’aspetto della foresta era quanto mai triste: canne al suolo, foglie secche ovunque, vaste radure aperte ove pochi mesi prima lussureggiava il canneto. Anche se nella giungla indiana la morte dei bambù non provoca drammi come in Cina (dove i panda si nutrono quasi esclusivamente di questi vegetali), pur tuttavia il danno paesaggistico ed ecologico non è comunque da sottovalutare.

(Tratto e adattato da: F. Pratesi, Nella giungla di Sandokan, Gallucci, Roma, 2006)

 

B1. I libri di Salgàri e Kipling hanno fatto capire all’autore del testo che

􀆑 A. entrambi gli scrittori amavano molto la giungla

􀆑 B. il nome giungla deriva dalla parola sanscrita jangal

􀆑 C. la giungla è un ambiente ricco di fascino e interessante

􀆑 D. la giungla è un fitto intrico di alberi, arbusti, liane e altre erbe

 

B2. L’espressione “Questa meravigliosa selva” (riga 8) si riferisce a

􀆑 A. la foresta che va dall’India alla Malesia

􀆑 B. l’ambiente della foresta tropicale

􀆑 C. la foresta presente in quattro continenti

􀆑 D l’ambiente dove vivono le tigri

 

B3. L’espressione “Senza contare” (riga 10) significa

􀆑 A. tenendo conto di

􀆑 B. a eccezione di

􀆑 C. in assenza di

􀆑 D. per non parlare di

B4. Alla riga 11 si legge: “La pianta (in realtà è un’erba)…”. A che cosa servono le parole fra parentesi?

􀆑 A. A dare una definizione

􀆑 B. A fare una precisazione

􀆑 C. A dare una spiegazione

􀆑 D. A fare una sottolineatura

 

B5. Perché l’autore afferma che la pianta del bambù «pare creata proprio per fare da sfondo alla tigre» (righe 16-17)?

􀆑 A. La tigre si distingue più chiaramente sullo sfondo dei bambù

􀆑 B. Le piante di bambù offrono alla tigre un rifugio sicuro

􀆑 C. La tigre può con molta facilità confondersi fra i bambù

􀆑 D. Le canne di bambù ricordano il pelo della tigre

 

B6. In base al testo, indica se le seguenti affermazioni sono vere o false. Metti una crocetta per ogni riga.

 


 

B7. Nel testo, l’autore per indicare la giungla usa anche altri due termini. Scrivi quali sono.

……………………………………..

……………………………………..

 

B8. Nella frase «Ma questa bellissima pianta ha un lato debole» (riga 18), con quale espressione puoi sostituire la congiunzione “ma”?

Risposta: ……………………………………..

 

B9. Nella frase «ove pochi mesi prima lussureggiava il canneto» (righe 24-25), che cosa significa “lussureggiava”?

􀆑 A. Si stendeva a perdita d’occhio

􀆑 B. Splendeva al sole

􀆑 C. Spuntava da ogni parte

􀆑 D. Cresceva rigoglioso

 

B10. Spiega perché la morte del bambù è meno grave per l’India che per la Cina.

……………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………

 

B11. Leggendo questo testo, si capisce che l’autore

􀆑 A. ha letto libri sulla giungla e l’ha anche visitata

􀆑 B. conosce la giungla solo attraverso le sue letture

􀆑 C. ha compiuto numerosi viaggi nella giungla

􀆑 D. ha vissuto un’esperienza pericolosa nella giungla

 

B12. Dovendo sintetizzare il testo che hai letto in poche parole, diresti che esso

􀆑 A. parla della giungla in generale e di una pianta in particolare

􀆑 B. descrive i vari tipi di piante della giungla e le loro proprietà

􀆑 C. parla degli animali della giungla e delle loro abitudini

􀆑 D. descrive le caratteristiche che rendono speciale il bambù

 

B13. Lo scopo principale del testo che hai letto è di

􀆑 A. descrivere i pericoli della giungla

􀆑 B. dare informazioni su un ambiente naturale

􀆑 C. invitare a rispettare l’ambiente

􀆑 D. fornire notizie su un viaggio affascinante

 

C1. Nelle frasi che seguono cerchia la parola corretta di ogni coppia.

1. L’insegnante di inglese da / dà un testo da / dà leggere a casa.

2. Non so se / sé mio padre mi porterà con se / sé allo stadio.

3. Mi piacerebbe essere la / là a giocare con loro, ma ho ancora una

pagina di storia da studiare, e finché non la / là finisco non posso

uscire.

 

C2. In quale delle seguenti frasi la punteggiatura è usata correttamente?

􀆑 A. Il proprietario disse che, quel quadro non lo avrebbe venduto per niente al mondo.

􀆑 B. Ieri pomeriggio, rovistando in un vecchio baule in soffitta, ho ritrovato i miei giocattoli.

􀆑 C. Il gatto, si nascose dietro l’albero, per tendere un agguato all’uccellino.

􀆑 D. La mamma ha preso i soldi per comprare, due quaderni, tre penne, una matita e un album da disegno.

 

C3. In un dizionario della lingua italiana alla voce piano-bar si legge:

piano-bar [pia-no-bàr] o pianobar s.m. inv.

Locale notturno in cui la consumazione è allietata da un sottofondo di musica eseguita dal vivo da un pianista, talvolta accompagnato da un cantante.

ETIM comp. di piano e bar

a. 1963

Sulla base di questa definizione, indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F). Metti una crocetta per ogni riga.

 

 

C4. Nelle frasi che seguono la parola misura è utilizzata ogni volta con un significato diverso.

1. Prima di acquistare la libreria, prendi le misure della stanza.

2. Se il suo atteggiamento non cambia, prenderò misure adeguate.

3. In quell’occasione furono usati due pesi e due misure.

4. Questi pantaloni sono disponibili solo nelle misure più piccole.

Nella tabella che segue, indica la frase in cui la parola misura è usata con ciascuno dei significati elencati.

  

C5. Leggi la frase che segue.

Fa molto freddo, tuttavia non avvertiamo alcun fastidio perché l’appartamento è ben riscaldato.

Indica la categoria alla quale appartengono le parole elencate nella tabella. Metti una crocetta per ogni riga.

 

 

C6. Leggi la seguente frase:

La commessa è stata appena assunta e certe volte sembra che non sappia cosa fare, ma la sua esperienza precedente è ampia e la aiuterà nel lavoro.

Ora riscrivi la frase trasformando al plurale il soggetto (La commessa) e modificando tutte le parole che si riferiscono al soggetto.

……………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………

 

C7. Scegli fra le quattro alternative quella che è indispensabile per completare il senso del verbo in questa frase:

La signora Rossi ha spedito in Francia……

􀆑 A. l’altro ieri

􀆑 B. per posta aerea

􀆑 C. le cartoline

􀆑 D. in fretta

 

C8. In quale delle frasi che seguono la parola “mani” svolge la funzione di soggetto?

􀆑 A. Lievi come ali di farfalla erano le sue mani.

􀆑 B. Il tocco delle sue mani mi sfiorò la fronte.

􀆑 C. Hai le mani di una fata!

􀆑 D. Lavati subito le mani!

 

C9. Leggi questo testo:

Io e Lucia cominciammo a scaldarci per la gara di corsa. Molti atleti erano già arrivati.

– Volete iscrivervi? – Giorgia ci indicò un tavolino davanti al quale erano in coda gli altri partecipanti. Ci mettemmo in fila.

– Come vi chiamate? – ci domandò la donna al tavolo.

– Giacomo e Lucia – dissi.

– Numeri 14 e 15. Buona fortuna! – rispose lei.

Qualcuno mi chiamò mentre mi sistemavo dietro la linea di partenza.

 

  1. Indica con una crocetta il tempo dei verbi riportati nella tabella.

 


  1. Indica con una crocetta la persona dei verbi riportati nella tabella.

 


CORRETTORE


 

GEOGRAFIA 2^ C - Prova di ingresso e correttore